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SOVIET
IL SOCIALISMO PRIVATO DEL SUBCOMANDANTE -Interista Leninista-
SOCIETA'
26 dicembre 2009
AGLI INVISIBILI. BUONE FESTE.
 Come ad ogni festività ripropongo puntuale la stessa lettera di auguri.
Agli invisibili.

Buone feste, per quanto possibile:
alla famiglia di Mircea precipitato dal tetto di un capannone che cedutte all’improvviso,
a quella di Natalino schiacciato dal carrellino elevatore che stava guidando,
a quella di Carlo che venne investito dalla frana del materiale edilizio nel cantiere abusivo dove lavorava,
a quella di Gennaro che venne trascinato e stritolato dal nastro trasportatore;
a quella di Mauro, Ciro ed Hamed che scesero nel pozzo per lo scarico e soffocarono a causa delle esalazioni tossiche,
alle famiglie di Dimitar e Sergej, morti sul colpo scivolando dal tetto alle 14 e 30 del primo giorno di lavoro mentre stavano operando in un capannone da mettere in sicurezza nella frazione nella provincia veneta, extracomunitari irregolari che sarebbero rimasti a lavorare, per mandare soldi alla famiglia, moglie e tre figli;
a quella di Antonio e Anna soffocati da un incendio improvviso in una fabbrica-garage di materassi,
a quella di Danilo, fulminato mentre montava luminarie per una festa paesana,
a quella di Zì Tore colpito da un cilindro idraulico,
a quella di Nuccio che rimase asfissiata in un laboratorio colmo di materiali sintetici, stoffe e solventi,
alle famiglie di Christian e Salvatore che vennero travolti da un’ondata di acqua e liquami mentre riparavano un guasto alla rete fognaria,
a quella di Hu che esplose in una fabbrica clandestina cinese di fuochi d’artificio,
a quella di Mario, investito dal muletto in retromarcia,
a quella di Nando che stava pulendo le canalette sull’autostrada quando fu investito da un camion,
alle famiglie di Adrian e Mohammed, travolti da un enorme ponteggio di ferro e cemento crollato da venti metri d’altezza,
a quella di Roberto che si trovava all’interno della fabbrica di acetilene al momento della deflagrazione,
a Guido, il cui braccio rimase intrappolato tra i rulli di una macchina raffinatrice per impasti,
a quella di Gino, colpito alla nuca dal braccio di una pala meccanica.
A tutte le famiglie che non riceveranno visite di solidarietà dalle istituzioni. Che non riceveranno nulla.
Ai dimenticati.



permalink | inviato da SOVIET il 26/12/2009 alle 15:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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