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SOVIET
IL SOCIALISMO PRIVATO DEL SUBCOMANDANTE -Interista Leninista-
1 dicembre 2008
COMUNICATO #2
"Cari compagni, cittadino, fratelli e partigiani,
con un azione audace nel cuore della notte, abbiamo compiuto la prima azione dimostrativa. Un gesto piccolo ma capace di dimostare la serietà delle nostre intenzioni e la capacità d'azione.
Nella notte un piccolo gruppo di noi, guidanti dal compagno sindacalista e coordinati dal subcomandante, ha rapito il menestrello reazionario, Mariano apicella, all'uscita di una nota trattoria dell'urbe. Dopo un viaggio irto di difficoltà il gruppo è ritornato tra le montagne con l'ostaggio che è stato processato con rito abbreviato dal Tribunale Rivoluzionario del Popolo. 
Il prigioniero è stato ritenuto colpevole di crimini contro il popolo, la cultura e la decenza e condannato a:
1) La visione quotidiana, per i prossimi sei mesi, dei primi 20 minuti di Inter-Napoli.
2) L'obbligo alle letture di Adorno e Benjamin.
3) L'ascolto in cuffia degli ultimi 5 album dei Korn.
Già stamane abbiamo ricevuti appelli da parte del Presidente della sedicente Repubblica Italiana,  Giorgio Napolitano, e del Premier francese, il reazionario Sarkozy, che si è detto disponibile a trattare in prima persona per il rilascio dell'ostaggio.
A tutt'oggi non esistono le condizioni per instaurare alcun tipo di trattativa. Siamo solo all'embrione della nostra attività rivoluzionaria. E il prigioniero è solo al secondo brano di "Follow the leader" . La strada è lunga...
Il Sol dell'Avvenire davanti a noi, in un "Sendero Luminoso".






permalink | inviato da SOVIET il 1/12/2008 alle 15:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
21 novembre 2008
COMUNICATO #1

"Cari compagni, cittadini, fratelli e partigiani, l'avanguardia rivoluzionaria guidata dal Subcomandante ha raggiunto le montagne e da li si prepara a muovere i passi verso
lo stato perenne di rivoluzione a cui anela. Il nostro motto, padroni di niente, servi di nessuno ci guida e illumina. Noi non siamo violenti, anche se qualcuno lo dirà, ma conosciamo la violenza vera nascosta nella mitezza delle parole e dalle immagini rassicuranti degli schermi tv, la violenza del vostro denaro, che regola e corrompe ogni cosa. Noi non amiamo la proprietà privata se non inserita in un contesto di regole e contesti che diano una funzione sociale. Noi aberriamo l'avidità con cui accumulate qualsiasi cosa, merci che sono materia e carne. Noi non siamo razzisti,  e non conosciamo distinzioni tra bianchi e neri, ricchi e poveri, regolari ed irregolari, sudditi e clandestini, ma solo tra sfruttati e sfruttatori.
Noi siamo le avanguardie dell'esercito ribelle, il popolo dei diseredati è l'esercito ribelle."

 




permalink | inviato da SOVIET il 21/11/2008 alle 13:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
13 maggio 2008
SPAM
Cari compagni, cittadini, fratelli e partigiani; passanti occasionali e abituali, atei e vecchie timorate di Dio, irredentisti e ridanciani, avventisti del settimo giorno e Idraulici del fine settimana,

niente sociologia spicciola oggi, politica in tono minore, grandi temi e speculazioni personali.
Solo spam.

Segnalo ai curiosi e ai più distratti l'iniziativa di un gruppo di giovani (fino a 35 anni ormai si è giovani...) autori (molti dei quali conoscenti personali se non proprio amici di vecchia data del subcomandante) che in forma di autoproduzione "assistita", hanno dato alle stampe un volume dal titolo opinabile "Inoltra questo libro a cinque amici che se no porta sfortuna" ma dai contenuti...lasciamo il giudizio ai lettori eventuali. Riporto come da comunicato stampa che mi è stato omaggiato: " Da internet è nato e grazie a internet continua a essere diffuso. Inoltra questo libro a cinque amici, che se no porta sfortuna ha infatti preso corpo a partire da un’idea – e una e-mail – di Luigi Fattore, copywriter 28enne di origine napoletana, che vive e lavora a Milano. Incuriosito da Lulu (www.lulu.com), editore on line non a pagamento aperto a chiunque voglia pubblicare, Luigi ha diffuso un messaggio elettronico tra pochi amici, come lui già pratici di scrittura, per coinvolgerli in un esperimento letterario giocato tutto attraverso la Rete: «ho pensato a una raccolta di racconti. Nulla di originale, per carità. Però… Però questa raccolta avrebbe un fil rouge: devono cioè essere tutti in forma di e-mail o di scambio di e-mail. In pratica il vecchio romanzo epistolare, in forma di racconto modernizzato».

Questo è il link:
http://www.lulu.com/content/2012801



permalink | inviato da SOVIET il 13/5/2008 alle 13:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
20 aprile 2007
AVANTI O INDIETRO POPOLO?

E' già nato. C'è. Non da ora, da tanto. Ora è solo da notificare. Si è cominciato dalla musica. Niente pù inni: via le note dell'Internazione e di Bandiera rossa, nessuna concessione nemmeno al Fossati della  "Canzone popolare. Vai con "Somewhere over the raimbow".Subito "americani"!
E poi, come già ampliamente notato da tutti, durante le relazioni, non sono mai stati nominati, i lavoratori, il popolo, il conflitto sociale...
Poi la ciliegina: c'è stato il caloroso abbaraccio con l'ex diavolo, Sua Emittenza.
Apprezzamenti, scambio di saluti. Lui, Silvio, ha detto che è rimasto piacevolmente colpito. Che con questo Partito Democratico si può collaborare. Le distanze sono minime.
Nel mentre, Chiti faceva notare che se Fininvest entrasse in Telecom, non ci sarebbe conflitto d'interessi. Il fine stratega invece, Massimo, lodava nuovamente Sua Smittenza e lo invitava a fare un operazione analoga nell'altro campo.
Bene. Ci sono tutti i dettagli. Mancano i punti fondamentali.
Quello che i più rimproverano ai fautori di quest' operazione, continua a manifestarsi sotto gli occhi di tutti, meno che dei protagonisti: ma di che stiamo parlando? "La più grande novità della politica italiana", "la necessità di questo progetto"...
Al subcomandante pare ovvio che si tratta solo di calcolo e strategia, una normali prassi della politica. Una scelta obbligata da parte di partiti che hanno tassi d'erosione elettorale da effetto serra avanzato. Ma la politica in senso alto, quella che vogliono vendere, dov'è? In questa classe dirigente manca completamente la visione d'insieme. Nella corsa al partito democratico manca del tutto un'analisi dei cambiamenti della società presente. Nelle "tavole costituenti dei saggi" si parla di sintesi tra illuminismo e cristianesimo! Manca del tutto un'analisi e una diagnosi della crisi presente. Manca del tutto una risposta con gli occhi al presente e al futuro prossimo.
Il paradosso del Partito democratico è nel tentativo di adattarsi ai contrasti sociali del passato, in Italia a quelli tra comunisti e democristiani. Una sorta di Compromesso Storico al ribasso. C'è però una nota positiva. Delle tante sinistre italiane, una, assai visibile, finalmente si auto-elimina. E' un elemento di chiarezza. Vediamo le altre cosa sapranno fare.




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23 agosto 2006
MONTY PYTHON
Quello che non dicono appare marginale, non caratterizzante ed è così che ci sfugge l'essenza dell'agire della nostra beneamata casta politica. Invece si tratta dell'esatto contrario.
Quello che non ci dicono-quello che passa tra le notizie di second'ordine o come semplice
attività di routine è invece altamente connotante. I grandi temi internazionali, le prospettive economiche, la "barra" sulla linea da seguire (centro-sinistra-destra o centro sinistra?) sono temi all'ordine del giorno, su cui si discute, ci si divide, anche se poi nelle scelte finali le posizioni dei due schieramenti sono sempre stranamente più vicine di quello che appare.
E nessuno si sorprende.
Le sorprese invece -quelle vere- accadono quando ci s'imbatte, appunto, nel non-detto.
Se sapessimo alcune cose che accadono all'interno del Parlamento, potremmo avere qualcosa da ridire.  Per esempio a proposito dell'elezione dei nuovi membri della "Commissione Antimafia".
Bene. Su richiesta di due parlamentari, uno di An e uno dei Comunisti Italiani, si è discusso se fosse il caso di eleggere all'interno della commissione parlamentari sotto processo o condannati per reati connessi alla Mafia. A questo punto, noi ignari delle dinamiche alte della real-politik, come direbbe il baffo maledetto di Gallipoli, penseremmo che tale discussione sarebbe degna di una risata e chiuderla li. Invece i signori la prendono sul serio e ne discutono; Rifondazione- che non vuole apparire "giustizialista" come pare stia diventando la sua base, fa presente che un emendamento che penalizzasse un parlamentare per questo reato e non per altri sarebbe discriminante...e alla fine con maggioranza bulgara si è deciso di non promuovere queste "discriminazioni." Un condannato per mafia può far parte della Commissione Antimafia.

Il subcomandante non ha parole. Ora però ha capito finalmente qual'è il vero volto di questo centro-sinistra: altro che Armata Brancaleone, sono i Monty Python!



permalink | inviato da il 23/8/2006 alle 19:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
12 giugno 2006
IL MIRACOLO
Il primo miracolo del nuovo esecutivo:



La moltiplicazione...



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21 aprile 2006
CHI BEN COMINCIA...
"Qualcosa non ha funzionato. Non in me, perche' io non ho discusso mai con nessuno di nulla. Sono stato chiamato".
E allora chi o cosa non ha funzionato?
"Non ne ho idea. Ma se una coalizione che ha vinto le elezioni si presenta a un passaggio cosi' (la presidenza della Camera -nds) con due candidature..."
                                                                               MASSIMO D'ALEMA




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26 febbraio 2006
IL GRANDE FREDDO
Pierluigi Sullo, dalle pagine di Carta, ci ha ricordato che c'è stato il Congresso dell Arci, evento come al solito oscurato dai media ufficiali e dai giornali non "smaccatamente" di sinistra.
Bè, cosa volete mai che siano un milione d'iscritti che s'interrogano sul loro futuro? Ad aggravare la situazione, c'è il fatto che, a parte Fausto Bertinotti, di altri politici del centrosinistra non se ne sono visti, se non qualche rappresentante diessino di terza fila. Ad un certo punto scrive Sullo (riporto integralmente):
"Quando la presidenza del congresso, giovedì pomeriggio, ha annunciato dopo la relazione di Paolo Beni, il presidente, che sarebbe stato proiettato un video-messaggio di Prodi, "leader" dell'Unione e sola speranza di sconfiggere Berlusconi nel voto, metà della sala del congresso si è alzata per andare a fare due passi o bere qualcosa, mentre l'altra metà ha deciso di scambiarsi opinioni su quel che Beni aveva appena detto. La famosa "connessione sentimentale", secondo l'espressione di Gramsci, tra rappresentante e rappresentati è parsa in quel momento vicina al gelo che segue una separazione. Mentre grande calore i delegati, eletti dai 35 mila soci che hanno partecipato ai congressi locali, hanno regalato a Rita Borsellino, candidata alla presidenza della Regione Siciliana [più della società civile che dell'Unione]; ad Antonio Ferrentino, la faccia pubblica delle comunità valsusine; a Luigi Ciotti, il cui discorso dovrebbe essere fatto circolare, tanto è stato severo con politici, gerarchie vaticane e altri poteri, tra cui quelli criminali ["Ma "furore dei poveri" - ha specificato - è un'espressione adoperata da papa Paolo VI: sono a posto, così?"].

Qualcuno diceva "Continuiamo così, facciamoci del male..."
Qualcun'altro preferiva votare "turandosi il naso".
E anch'io, come Allen, Marx e Moratti, non mi sento troppo bene.
La democristianizzazione continua...
Buona serata



permalink | inviato da il 26/2/2006 alle 18:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa
7 febbraio 2006
LA TRIBUNA DI SOVIET

Simpatici burloni

 

Non preoccupatevi, non sono in difficoltà, stanno solo giocando. Lo fanno per noi, popolo disilluso della sinistra, per ravvivare una noiosa campagna elettorale che si trascina ormai da un anno, per regalarci qualche brivido, tenere vivi i nostri amati salotti. Sono dei gran burloni e li ringraziamo.

Certo, la Casa circondariale delle libertà se n’ è concesse molte ultimamente, tipo occupare qualsiasi spazio televisivo, far approvare in tempi rapidi gli ultimi aggiusti “sartoriali” dal parlamento, lanciare improperi in tutte le salse e da qualsiasi pulpito, ma vogliamo stare qui a fare le signorine? Se il livello è quello della lotta nel fango bisogna sporcarsi. E gli strateghi dell’Unione, grazie anche alle consulenze di Klaus Davi si sono adeguati, ma con stile.

Pensate che tristezza se invece avessero passato gli ultimi mesi a cercare un'identità che distingua ciò che è di sinistra da ciò che è di destra, a stilare programmi veri, a precisare interventi per un'economia ridotta ai minimi termini, per un welfare che non c'è più, per un lavoro da sottrarre al precariato, per redditi che precipitano, per immigrati richiusi nei Cpt, per un'ambiente violato, per scuola e sanità degradate, per... Per tutte quelle cose che costituiscono la vita quotidiana di noi elettori, solo incidentalmente cittadini. E poi a promettere che non ci saranno più guerre travestite da interventi umanitaria, a difendere la Costituzione, ad ascoltare la protesta dei giovani dall'esistenza precarizzata per cercare di risolvere i problemi senza ricorrere ai carabinieri o delegando alla magistratura la risoluzione delle contraddizioni di una società frastagliata: fa più effetto che la sinistra strappi alla destra la bandiera della legalità e invochi l'ordine (o emetta ordinanze). Che tristezza, no?  Meglio sorprenderci con discussioni avvincenti tipo: «uniti nella diversità si vince», del «suicidio politico degli hamas nostrani», della rissa sull'attribuzione dei collegi sicuri, del «noi siamo più realisti del re», della dialettica democratica sugli estremismi(no tav) che “nuociono”, oppure sull’-intangibilità- della torcia olimpica simbolo di pace(voluta per la prima volta da Hitler…) Sono troppo avanti per noi questi leader del centrosinistra, vogliono tenerci sulla corda, mobilitarci per chiedere «unità» a qualunque prezzo, occupare le prime pagine con le loro finte liti per distrarci dal tedio dei problemi che annoiano pure loro. Hanno ragione: da anni sono alle prese con questioni irrisolte e difficilmente risolvibili, che se affrontate finirebbero per fare chiarezza. E dividerli. Così nella “dialettica”  trovano una nuova unità, quella della diversità interna, che ha pure il vantaggio di tenere alta la tensione; tanto, alla fine, una soluzione si trova. Basta avere un buon numero di poltrone da  assegnare. Anche se non sappiamo a chi.

 

P.S.

Sta terminando la campagna acquisti dell’Unione, diamo il benvenuto al monarchico nazionalista Fisichella, al sobrio Vittorio Sgarbi, a Bobo Craxi, D’ambrosio e Vladimir Luxuria.

 L' UNIONE FA LA FORZA

 




permalink | inviato da il 7/2/2006 alle 18:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (24) | Versione per la stampa
19 gennaio 2006
L' UNIONE BRANCALEONE ALLE CROCIATE
Ce l'hanno fatta, i campioni dell' Unione Brancaleone si sono fatti scavalcare dalla Casa Circondariale delle Libertà sul ritiro delle truppe dall' Iraq. Il Ministro Martino ha spiegato(stavolta piuttosto dettagliatamente) di aver raggiunto un accordo con gli "alleati" per riportare in Italia i nostri militari entro il 2006. Andiamo bene. Questo fatto andrebbe rapportato all'altro grande tema portante messo volutamente\necessariamente a tacere dai capetti dell'Unione per via della crociata intrapresa per la vicenda Unipol e per l'occupazione di tutti i mezzi d'informazione da parte di un pericoloso nano estremista, sto parlando del clamoroso fiasco del "programma".
In sintesi: Il programma dell’Unione, che è arrivato dopo mesi di discussione nei dodici tavoli tematici coordinati da Andrea Papini, ha subito suscitato la disapprovazione dei verdi, di rifondazione e del pdci, che pure non sono quel covo di estremisti con cui li dipingono quelli dell'albero dei giusti, i vari Mieli,Pansa, De Bortoli...
Una bocciatura su tutta la linea alle 274 pagine distribuite ai partiti della coalizione.
Certo potrà ancora essere modificato ma...
Intanto che l’esecutivo nazionale del sole che ride ha preso posizione affermando che «I verdi si dichiarano sorpresi e insoddisfatti per la bozza di programma dell’unione inviata ai partiti nei giorni scorsi».
«Abbiamo riscontrato diversi, troppi, passi indietro rispetto a quanto già concordato -hanno fatto sapere i verdi- in particolare su temi come l’ambiente, la pace e l’economia. I verdi invieranno immediatamente osservazioni puntuali a questa bozza. Si rende comunque necessaria una convocazione urgente del tavolo di programma affinchè si apra un confronto serio e approfondito, in tempo utile per un positivo e condiviso svolgimento delle assemblee regionali di fine gennaio». Ma per il vertice dell’unione non è stata ancora definita una data: non si sa se si terrà alla fine di questa settimana o all’inizio della prossima.
Ieri intanto è arrivata anche la sonora bocciatura di Liberazione, il quotidiano di rifondazione comunista. «Uno dei più brutti episodi della storia dell’unione”. ha scritto il giornale. Si tratta di un testo irricevibile che « deve essere accantonato. Messo da parte. Riscritto».
Marco Ferrandi, componente della direzione di rifondazione e portavoce di «progetto comunista-sinistra» è stato ancora più critico: «La bozza di programma dell’unione - ha affermato - contraddice tutte le ragioni di fondo del nostro partito. Rivendica l’aumento dell’età pensionabile, la continuità del lavoro interinale, il rilancio delle privatizzazioni, il «rigore» finanziario, una politica estera atlantista». In poche parole, ha spiegato Ferrandi, questo programma è tutto ciò contro cui il nostro partito è nato e ha lottato, dall’opposizione, in tanti anni». «Non basta ora esprimere una “preoccupazione”, come fa Bertinotti. -ha concluso Ferrandi - È necessario fare un bilancio dell’unione e segnare una svolta».
Questo programma non è un incidente qualsiasi, ha puntualizzato Ferrandi, ma la conferma che il centro liberale dell’unione (margherita e maggioranza ds) esprime le ragioni della grande industria e delle banche, in un sodalizio di affari e di interessi. Rifondazione comunista invece deve rimanere dall’altra parte della barricata, al fianco dei lavoratori e dei disoccupati. È quindi necessario rompere coi portavoce di confindustria, banca intesa, unicredito, unipol». Ferrandi ha anche spiegato che questa è un’urgenza che vale non solo per rifondazione ma per tutta la sinistra italiana. Ha poi concluso che «Il prossimo comitato politico nazionale del prc dovrà avanzare a tutta la sinistra una proposta di rottura con Prodi, Rutelli, Fassino e di definizione di un comune programma indipendente».
Iacopo Venier, della segreteria nazionale del pdci, ha sottolineato che «il testo proposto sull’Iraq non impegna comunque il nostro partito che si batterà sempre per un ritiro immediato e non concordato delle truppe».
«Lo scorso dicembre il pdci ha abbandonato il tavolo dell’unione sulla politica estera -ha detto Venier - per denunciare le ambiguità del testo sul ritiro delle truppe dall’Iraq. Siamo oggi felicemente sorpresi che anche altri partiti, prc e verdi, segnalino grandi difficoltà».
«Più in generale però l’intero impianto programmatico, pur con pregevoli eccezioni, è condizionato pesantemente da una impronta moderata -ha denunciato Venier- Non è infatti condivisibile la parte relativa all’Iraq, ma neanche quelle inerenti le privatizzazioni e la condizione dei lavoratori. Emerge ora il problema di come raggiungere un nuovo accordo comune dell’unione che, nella forma attuale, non è complessivamente sottoscrivibile dal pdci».
Se non è possibile mostrare e far vivere la diversità, a che servirà vincere?
A farci assistere ad una nuova spartizione di poltrone? A rivedere la tv "intelligente"?



permalink | inviato da il 19/1/2006 alle 16:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (24) | Versione per la stampa
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  BRUNO VESPA
SINDACO DI COGNE


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