.
Annunci online

SOVIET
IL SOCIALISMO PRIVATO DEL SUBCOMANDANTE -Interista Leninista-
21 luglio 2006
21.7.2001 / 21.7.2006 SILENZIO.
Il Subcomandante Soviet è tornato da Stoccolma.
Le cose da dire sono molte, specialmente su quello che gira intorno.
Ma per oggi solo il silenzio per ricordare una ricorrenza infausta e già dimenticata.
In quei giorni anche il Subcomandante era a Genova ed ebbe la sua buona dose di manganellate. Ma non è il motivo di queste poche righe.
Ora il silenzio. Il mio, il nostro, quello rispettoso di chi ha vissuto quei giorni come una ferita.
Poi c'è il silenzio colpevole, carico di prepotente indolenza della politica.
E chi parla invece, farebbe meglio a tacere. Come Violante: la commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti di Genova - ha detto il deputato Ds, presidente della commissione affari costituzionali della Camera - non serve, c'è già stato nel 2001 un comitato d'indagine.
E' la stessa cosa sempre sostenuta dall'ex ministro Scajola. Complimenti.
Meglio tacere sui primi passi tremabondi di questo governo.
Silenzio.

(PS: vi segnalo questo scritto dei Wu ming sull'uccisione di Carlo.)




permalink | inviato da il 21/7/2006 alle 19:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
22 marzo 2005
Il passamontagna di Carlo Giuliani accusa le forze dell'ordine: chi infierisce su Carlo morente e perche'?
L'analisi di foto nuove di P.zza Alimonda (ma conosciute dai magistrati)
fa emergere una sconvolgente verità: intorno alle ore 17.30 del 20 Luglio 2001,
in presenza di ufficiali di grado elevato della polizia e dei carabinieri,
qualcuno infierisce su Carlo Giuliani ferito invece di aiutarlo, senza sapere
se sia vivo o morto. Una versione assurda e puerile risale la linea di comando
e viene validata in Questura intorno alle 18.00: Carlo sarebbe morto a causa di un sasso.
Dura un attimo, l'evidenza la spazza via. Ma quando i primi soccorritori tolgono
il passamontagna scoprono una profonda ferita in fronte che viene certamente
prodotta mentre la piazza è sotto il controllo delle forze dell'ordine.
Inspiegabilmente il passamontagna è integro, e non dovrebbe.
Un atto orribile si compie in quella piazza dopo il ferimento.
E' questo orrore che si voleva coprire con l'archiviazione?
Spaccare intenzionalmente la testa ad un moribondo invece di soccorrerlo
è ancora reato in questo paese?

Leggete il resto su www.piazzacarlogiuliani.org
E'importante.
C'è la ricostruzione completa della vicenda con foto inedite,
alcune molto forti, che pongono altri(come se non bastassero!)
interrogativi inquietanti.



permalink | inviato da il 22/3/2005 alle 22:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
20 marzo 2005
GENOVA. L'ENNESIMO "FINTO" MISTERO ITALIANO
  
                        Cosa c’è di misterioso, di irrisolto in una manifestazione di
                        piazza, di ampie dimensioni, attaccata brutalmente e
                       dispersa dalle  forze, in quel caso, del dis-ordine? 
                        La risposta sta proprio in ciò che a Genova è accaduto.
                        Non solo, ovviamente, negli incidenti in quanto tali, ma
                        nelle modalità in cui gli stessi si sono verificati e,
                        soprattutto, nel susseguirsi degli avvenimenti. Che
                        hanno portato prima ad un premeditato raid poliziesco –
                        finalizzato più al pestaggio ed alla distruzione – nelle
                        scuole-dormitorio della città e quindi ad una "gestione"
                        dei fermati nella caserma di Bolzaneto di stampo cileno.
                        Dopo i fatti di Genova nessuna analisi ha ancora toccato
                         una questione delicata: possibile che sia bastato che facesse
                        la sua comparsa un movimento di opposizione - trasversale,
                        non organizzato, non parlamentare, con ramificazioni
                        internazionali, fondamentalmente caratterizzato dal
                        pacifismo, ma forte e radicato - perché la gestione
                        dell’Ordine pubblico in Italia tornasse a mostrare il
                        volto di sempre, il volto della repressione più dura,
                        becera e sfrenata?
                        E’ bastato che un nuovo movimento invadesse le piazze
                        perché i corpi dello Stato tornassero a sparare, a
                        caricare, a malmenare, violando il diritto
                        costituzionale che ogni cittadino ha di manifestare il
                        proprio dissenso? Era 24 anni che non accadeva.
                        24 anni dopo è successo di nuovo.
                        Sul finire degli anni Sessanta la stagione del 1968 vide
                        bloccare con gli scontri nelle piazze, ma soprattutto
                        con le bombe e le stragi la crescita e la maturazione di
                        un movimento eminentemente studentesco e la sua
                        possibile alleanza con un solido movimento operaio
                        impegnato in un autunno di rivendicazioni non solo
                        salariali.
                        Nove anni dopo un nuovo movimento, del tutto diverso dal
                        precedente subì la stessa fine: il movimento del ’77,
                        l’ultimo tentativo di aggregazione politica giovanile di
                        massa in Italia venne sconfitto con l’identico sistema:
                        la repressione più indiscriminata, ancora una volta con
                        la polizia e i carabinieri chiamati a tenere le piazze
                        con le armi e ad aprire il fuoco: l’11 marzo 1977 a
                        Bologna cadeva lo studente Francesco Lorusso. Il 12
                        maggio 1977 a Roma la studentessa Giorgiana Masi. Il
                        movimento del ’77 finì con il rimanere schiacciato tra
                        il martello dell’insorgente terrorismo delle Brigate
                        rosse e l’incudine della repressione statale. E si
                        dissolse.
                        24 anni molto è cambiato. Forse tutto. A cominciare dal
                        nuovo movimento di opposizione. Ma i metodi polizieschi
                        (nonostante la riforma della Polizia del 1981 e il
                        supposto processo democratico che ha investito l’insieme
                        delle forze dell’ordine) sono rimasti uguali.
                        E così un altro movimento ha dovuto confrontarsi con
                        qualcosa che gli preesisteva.
                        La gestione democratica dell’ordine pubblico è alla base di
                        una qualsiasi democrazia degna di tale nome, ma forse a
                        qualcuno ciò non farebbe comodo.



permalink | inviato da il 20/3/2005 alle 19:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
26 febbraio 2005
GENOVA,LUGLIO 2001.
GENOVA, LUGLIO 2001.



permalink | inviato da il 26/2/2005 alle 17:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
26 febbraio 2005



permalink | inviato da il 26/2/2005 alle 16:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
26 febbraio 2005



permalink | inviato da il 26/2/2005 alle 16:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
26 febbraio 2005



permalink | inviato da il 26/2/2005 alle 16:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
26 febbraio 2005



permalink | inviato da il 26/2/2005 alle 16:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
26 febbraio 2005



permalink | inviato da il 26/2/2005 alle 16:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
26 febbraio 2005



permalink | inviato da il 26/2/2005 alle 16:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
  

Rubriche
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 1 volte




SOVIET, IL "CHE" e SAKURAMBO.


  BRUNO VESPA
SINDACO DI COGNE


 Iconografie, colore e anima.


FEDELI ALLA LINEA
  e la linea non c'è



          
                            L'intruso...          
                                                      
     






IL CANNOCCHIALE